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Papa Francesco condanna la massoneria ma nessuno riporta la notizia VIDEO

– di Daniele Di Luciano –

Ultimamente, il 12 giugno 2014, i massoni del Grande Oriente d’Italia hanno organizzato, a Roma, una conferenza sul Concilio Vaticano II. In questa occasione il Gran Maestro Stefano Bisi ha dichiarato: “Mi piacerebbe proprio sapere cosa pensa Papa Francesco della Massoneria“.

La massoneria speculativa è nata ufficialmente nel 1717. Il primo documento di condanna dalla Chiesa risale al 1738. Da allora oltre seicento documenti della Chiesa hanno confermato e ribadito la condanna. Seicento!

Gli ultimi risalgono agli anni ’80 dello scorso secolo. Nella Dichiarazione circa l’appartenenza dei cattolici ad associazioni massoniche del febbraio 1981, da tutti consultabile sul sito ufficiale del Vaticano, leggiamo:

…sulla interpretazione del Can. 2335 del Codice di Diritto Canonico che vieta ai cattolici, sotto pena di scomunica, di iscriversi alle associazioni massoniche e altre simili […] questa Congregazione conferma e precisa quanto segue:
1) non è stata modificata in alcun modo l’attuale disciplina canonica che rimane in tutto il suo vigore;
2) non è quindi stata abrogata la scomunica né le altre pene previste;

In un altro documento del novembre 1983, Dichiarazione sulla massoneria, anche questo ben visibile sul sito ufficiale del Vaticano, è l’allora Cardinale Joseph Ratzinger che conferma:

Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita.

Nonostante questi documenti, il Gran Maestro del GOI, Stefano Bisi, si chiede cosa possa pensare Papa Francesco della massoneria, come se un Papa, improvvisamente, possa dimenticare seicento documenti di condanna emanati negli ultimi tre secoli.

Eppure Papa Francesco si è espresso molto chiaramente sulla massoneria, in un video che ha fatto il giro del mondo. Com’è possibile, allora, che nessuno ci abbia fatto caso? Semplice: i mass media (filo massoni) hanno focalizzato l’attenzione su alcune parole del Papa, tralasciandone altre. Il video in questione è quello registrato sull’aereo in cui il Papa parla anche degli omosessuali e pronuncia la famosa frase: chi sono io per giudicare?

Scommetto che tutti i nostri lettori hanno visto quel filmato.

Subito dopo la famosa frase sugli omosessuali, Papa Francesco aggiunge (cito):

Il problema è fare lobby… di questa tendenza [si riferisce alle lobby omosessuali], o lobby di avari [probabilmente il riferimento è per i banchieri], lobby politiche, lobby dei massoniquesto è il problema più grave per me.

Ecco cosa pensa Papa Francesco della massoneria. Speriamo di aver aiutato anche il Gran Maestro del GOI a soddisfare la sua curiosità.

Ascoltate il video e chiedetevi come mai questa dichiarazione non sia stata riportata da nessuno, nonostante la dichiarazione che la precede di qualche secondo abbia fatto il giro del mondo.

Dato che ci siamo, ne approfitto per un piccolo chiarimento anche riguardo alla frase sugli omosessuali che ha fatto tanto scalpore. Papa Francesco dice testualmente:

Se una persona è gay, e cerca il Signore, e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?

Forse non tutti sanno che la Chiesa cattolica condanna il peccato ma mai il peccatore. Il peccato, in questo caso l’omosessualità, bisogna odiarlo, mentre il peccatore, l’omosessuale, bisogna amarlo.

Non c’è nulla di scandaloso o rivoluzionario nella frase di Papa Francesco. Anch’io, che non sono omosessuale, sono un peccatore. Per esempio sono superbo. Proviamo a sostituire il peccato di superbia nella frase di Papa Francesco:

Se una persona è superba, e cerca il Signore, e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?

Ci trovate qualcosa di rivoluzionario? No. Il Papa, da buon Papa, non giudica il peccatore (solo Dio può giudicare il nostro cuore) ma questo non implica che la superbia non sia più un peccato!

Quindi la superbia rimane un peccato ma io superbo (e/o omosessuale), se cerco il Signore e ho buona volontà, posso sperare nella Sua misericordia.