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Muore a 19 anni per un solo tiro di spinello. L’appello del padre dal cimitero

– di Daniele Di Luciano –

Si chiamava Connor Ekchadrt e aveva 19 anni. Il 12 luglio 2014 prese in mano uno spinello e fece un tiro. Poi andò a dormire. Ma quella notte successe qualcosa che non doveva succedere. Qualcsa che impedì all’ossigeno di arrivare al cervello. Connor è rimasto in coma per un paio di settimane e poi è morto.

Non possiamo sapere con certezza cos’accadde. Ma possiamo immaginarlo. Probabilmente qualcosa di simile a un attacco epilettico. Tutti i muscoli si contraono, compresi quelli della mascella. La bocca rimane serrata e la lingua si arrotola all’indietro, verso la gola. E non si riesce più a respirare.

La mia è solo un’ipotesi. Ipotesi che deriva dalla mia esperienza personale. Negli anni in cui ho fumato “droghe leggere” ho assistito per ben 5 volte a situazioni simili. E ne avevo già parlato in questo articolo del 2013. Nessuno dei miei amici è mai andato in coma ma solo grazie ai tempestivi interventi di qualcuno che apriva la bocca e tirava fuori la lingua del malcapitato, consentendogli di tornare a respirare.

Purtroppo tanti giovani si lasciano infinocchiare dalla propaganda. Come mi feci infinocchiare io. E forse anche Connor ha creduto che un tiro lo poteva fare, perché in fondo era droga sì, ma una “droga leggera”.

Ora ditelo ai genitori di Connor che era droga leggera. Ora dite loro che la droga leggera non fa male, che bisogna legalizzarla, che anzi fa bene e la dovrebbero fumare tutti. Pravate a convincerli che la loro famiglia è distrutta a causa di una droga “leggera”.

Tra l’altro quella che ha fumato Connor non è neanche illegale. In California (ma anche in altri stati; io ad esempio la comprai e la fumai in Irlanda) viene venduta negli smoke shop, con tanto di scontrino. È completamente legale. Ed è “leggera”. Peccato che uccide.

In Italia un periodo aprirono gli smart shop, equivalenti degli smoke shop. Poi li chiusero. Io, che non ero tanto smart, ci andavo. Ricordo che vendevano anche la salvia divinorum, un potente allucinogeno.

Il padre di Connor ha iniziato a battersi contro le droghe e in particolare contro la marijuana sintetica, la Spice, la sostanza specifica che ha ucciso il figlio. È uguale alla marijuana, cambia il “sapore” ma l’effetto è lo stesso. Ed è legale. Devin Ekchadrt, questo il nome del padre, ha aperto il sito Do It 4 Connor e lunedì ha caricato su Facebook un video che è diventato virale.

Devin si trova davanti alla tomba del figlio e lancia un appello: se stai guardando questo video e la nostra storia ti ha colpito, non fare l’errore di pensare che ciò che è successo a noi non possa succedere a te. Spero che questo video venga visto dai ragazzini in modo che poi evitino di incasinarsi la vita con queste cose. Un solo tiro di Spice ed è cambiato tutto. Non permettere che quello che è accaduto a noi accada anche a te.

E, rivolto alla tomba del figlio: so che non sei qui e so che sei con Gesù. Questa è l’unica consapevolezza che ci da la forza di andare avanti.