Privacy Policy
lunedì, 23/1/2017 | 9:39 CET
Lo Sai
You are here:  / Featured / Massoneria e Nuovo Ordine Mondiale / L’imbarbarimento dei costumi: da popolo a plebaglia in giro per l’Europa (l’eredità di Marx)

L’imbarbarimento dei costumi: da popolo a plebaglia in giro per l’Europa (l’eredità di Marx)

– di Sergio Basile e Roberto Pecchioli –

Premessa – L’imbarbarimento programmato

La nostra società va sempre più verso l’imbarbarimento programmato, seguendo il velenoso orientamento filosofico (e “religioso”) che Hegel, Engels e Marx “donarono” all’umanità, sotto dettatura delle sette occulte che ne animarono le “gesta”. Tutto è materia, tutto è materialismo, l’anima non esiste! Tutto è da provare e da sperimentare sosteneva Marx. Il marxismo è – storicamente – l’assist ideale più prezioso che l’élite mondialista potesse fornire ai seguaci del liberal-capitalismo e del turbo-capitalismo.

Disorientando gli uomini dal vero credo e dalla sana spiritualità cristiana, tipica della società organica medievale, essi (i membri del gregge umano) hanno finito per volgere la loro adorazione a se stessi e verso il biblico vitello d’oro. Fa sorridere il (falso) tentativo di molti autori marxisti, neo-marxisti e comunitaristi di contrapporre il socialismo e il marxismo ai mali del capitalismo. Quasi come se dal grembo del social-comunismo potesse nascere un germe-panacea ai mali moderni dello shopping compulsivo e del dio quat-trino, quale surrogato ideale al Dio Trino.

Il veleno-satanico marxista (Oulanem)                

Quando si parla di Carlo Marx (1818-1883) nelle università italiane (1), tuttavia, l’esaltazione del personaggio è pressoché totale. Ovviamente nessuno osa uscire dal seminato e rimarcare i rapporti tra marxismo, giudeo-massoneria ed ebraismo: intese pienamente raccolte, come “preziosa” eredità, dalla neo-marxista Scuola di Francoforte (2) che un ruolo decisivo ebbe nella scristianizzazione e nell’imbarbarimento della società occidentale (e non solo). Il ’68 fu un prodotto (una primizia) degli eredi di Marx e Francoforte.

Rapporti stretti e indistricabili quelli tra marxismo, ebraismo e giudeo-massoneria, ammantati, tuttavia, di strategica, falsa prodigalità e “amore per il proletariato”. D’altra parte Marx ebbe stretti rapporti con Giuseppe Mazzini, all’epoca capo supremo della massoneria europea e posto all’apice dela piramide degli Illuminati (setta pseudo-giudeo-massonica in orbita Rothschild). Benché il satanista Mazzini criticasse Marx –  almeno così pare – mantenne fruttuosi rapporti con lui. Entrambi, tra l’altro, ebbero l’incarico di orientare “spiritualmente” e creare la Prima Internazionale. La “filantropia marxista” come riscatto sociale del proletariato è, dunque, un falso mito costruito ad arte dall’intellighenzia massonico-mondialista soltanto dopo la sua morte. Marx desiderava non liberare ma schiavizzare la società, rendendola succube di una élite di eletti e perennemente sottomessa, infelice (vedi Oulanem). Egli desiderava distruggere le fondamenta della società, al fine della costruzione di un “Nuovo Mondo”, un “Nuovo Ordine” (caotico) che fosse funzionale agli interessi di dominio dell’élite mondialista (giudeo-massonica). In Oulanem (operetta satanica semi-sconusciuta al vasto pubblico) Marx esce allo scoperto e lo riconosce senza giri di parole.

Continua su Qui Europa