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sabato, 10/12/2016 | 9:40 CET
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Il lato oscuro di Sanremo. Ecco i cospicui cachet dei conduttori e superospiti

È un edizione low cost quella di Sanremo 2016”. Questo è ciò che riportano le più importanti testate giornalistiche. In effetti quest’anno Sanremo costerà agli italiani “soltanto” 16 milioni di euro: 6 in meno rispetto ai 22 degli anni precedenti. Economicissimo, no?
No! Sono ancora tanti. Troppi. Esagerati. La mia non vuole essere una critica nei confronti della professionalità degli artisti che, come tali, vanno ricompensati. Per carità, nulla in contrario, è il loro lavoro ma le cifre ufficiali sui cachet dei presentatori e superospiti è davvero imbarazzante. Uno schiaffo morale a quell’Italia che lotta per sopravvivere.

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Dagli ultimi dati ISTAT emerge che il 37,9% dei giovani italiani sono disoccupati. Si tratta di uno dei “tanti” problemi del nostro Paese, un male non solo economico ma anche psicologico e culturale per quei giovani che si ritrovano costretti a lasciare la propria terra pur di lavorare.
Sì, è vero, i costi di Sanremo non risolverebbero il problema della disoccupazione in Italia ma contribuirebbero a sanare quella criticità che attanaglia buona parte del popolo italiano. Perché non usare quei soldi per investire in nuovi posti di lavoro, in concorsi, in infrastrutture? Perché non utilizzarli per aiutare le piccole e medie imprese? Perché un attore, un cantante, un comico per 10-15 minuti di esibizione sul palco dell’Ariston deve incassare oltre 300mila euro? Chi lo stabilisce? Qual è il metro di misura?
Stiamo parlando di cifre spropositate.

Noi comuni mortali, una cifra del genere la vedremmo solo se vincessimo alla lotteria.
La stampa parla di “cifre contenute rispetto le edizioni precedenti”. 16 milioni di euro per una kermesse di 5 giorni sarebbe una spesa contenuta di cui esserne anche fieri?
“Contenuto” è un padre di famiglia quando prova a mettere da parte dei risparmi per far crescere dignitosamente i propri figli.
“Contenuta” è quella madre costretta a girovagare per i supermercati in cerca dell’offerta migliore, pur di arrivare a fine mese.
“Contenuti” sono quei giovani italiani che, disincantati dalla triste situazione italiana, abbandonano i loro sogni e i loro progetti.
Spendere 16 milioni di euro per una gara canora non è una spesa contenuta. Assolutamente! Per di più, stiamo parlando di SOLDI PUBBLICI!

 

Credo la società di oggi abbia perso di vista le priorità. Sì, Sanremo oltre ad essere un evento artistico è anche un evento culturale: fa parte della nostra storia, della nostra cultura ma è inconcepibile affrontare spese del genere – superflue, forse inutili – quando c’è gente che si suicida per aver perso il proprio posto di lavoro (l’ultimo fatto di cronaca risale al 10/02/2016 quando un uomo di 54 anni si è dato fuoco in quel di Palermo dopo aver perso il suo lavoro Fonte: Giornale di Sicilia).

E intanto, mentre noi giovani italiani sogniamo un lavoro, un piccolo impiego per realizzare i nostri “miseri” progetti, c’è chi incassa queste modeste cifre “contenute”:

CARLO CONTI: 550mila euro
MADALINA GHENEA: 15mila euro
GABRIEL GARKO: 42mila euro
VIRGINIA RAFFAELE: 42mila euro
LAURA PAUSINI: 250mila euro
EROS RAMAZZOTTI: 200mila euro
POOH: 200mila euro
RENATO ZERO: 200mila euro
ELTON JOHN: 300mila euro
NICOLE KIDMAN: 300mila euro

Le performance dei superospiti di turno, che non superano i 10-15 minuti, costano più di un attico con vista Colosseo. Se avessero incassato “qualcosina” meno non credo sarebbero morti di fame. Ma d’altronde è sempre stato così: chi è povero resta povero, chi è ricco continua ad arricchirsi.

Fonte: Oltre La Musica – Pagina Facebook