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mercoledì, 24/8/2016 | 7:42 CEST
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Homophobia

Giovanardi: «Papà uomo e mamma donna? In galera se lo dici»

Papà uomo e mamma donna? In galera se lo dici.
È questo il succo del testo unificato scelto dalla Commissione Giustizia della Camera come testo base sul Progetto di Legge intitolato “Norme in materia di discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’”Identità di genere”.

La proposta, infatti, sponsorizzata dall’on.le Ivan Scalfarotto del PD, intende applicare integralmente alle discriminazioni motivate dall’“orientamento sessuale” e dall’“identità di genere” le sanzioni penali previste dalla legge Mancino per chi “propaganda idee fondate sulla superiorità, sull’odio razziale ed etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.

I “giuristi per la vita” ed illustri penalisti hanno già efficacemente dimostrato che verranno colpiti con la reclusione sino a tre anni coloro che per esempio sostengono che il rapporto naturale è tra uomo e donna o che si oppongono al matrimonio gay o sono contrario all’adozione dei bambini da parte di coppie omosessuali; da sei mesi a quattro anni rischiano invece i partecipanti alle associazioni che sostengono queste idee e da uno a sei anni coloro che queste associazioni promuovono o dirigono.

Con un pizzico di perfidia si aggiunge nella proposta anche il concetto di rieducazione, prevedendo per il condannato che ha già espiato la pena detentiva un periodo da sei mesi  ad un anno di lavoro non retribuito a favore delle associazioni che tutelano le persone omosessuali.

C’è da sperare che questa follia eterofoba, pensata per imbavagliare chi non la pensa come i gay militanti, venga bocciata da un Parlamento che non può cancellare nel nostro Paese libertà di parola e di pensiero garantite dalla Costituzione
Fonte: Tempi