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lunedì, 23/1/2017 | 9:44 CET
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Bilderberg a Dresda: l’oligarchia torna sulla scena del crimine

Prende il via oggi l’incontro annuale del club Bilderberg, ossia la cerchia dei cani da guardia dello 0,01% dei super-privilegiati occidentali, nella città tedesca di Dresda, cui le stesse élite di allora destinarono i più devastanti quanto strategicamente superflui attacchi aerei del secondo conflitto mondiale tra il 13 e il 14 febbraio 1945 (una tempesta di bombe e di fuoco concordata con i sovietici), causa di molte decine di migliaia di vittime civili e superati in infamia soltanto dalle bombe atomiche sganciate sul Giappone pochi mesi dopo.

Protetti da un imponente cordone di sicurezza corredato da una fitta trama di blocchi di cemento, reticolati e cancelli rinforzati, il lussuoso hotel Taschenbergpalais ospita le decine di convitati, tra cui gli italiani Franco Bernabè(CartaSi SpA), Claudio Costamagna (Cassa Depositi e Prestiti SpA), Marta Dassù (Aspen Institute), John Elkann(Exor e Fiat Chrysler), Lilli Gruber (giornalista de La7), e Carlo Ratti (laboratorio di pianificazione urbana del MIT di Boston). Proprio la presenza di quest’ultimo potrebbe indicare una particolare attenzione del segretissimo confronto alla prevenzione delle prevedibili sommosse urbane sia negli Usa che in Europa, innescate dalla crisi economica, dalle diseguaglianze in crescita esponenziale e dall’invasione immigratoria. Nonostante, infatti, i temi ufficiali assai vaghi, come “Cina”, “Europa”, “Medio Oriente”, “Russia”, “Usa”, “sicurezza informatica”, “energia e materie prime”, “classe media” e “innovazione tecnologica” – nessuno dei quali spiega minimamente né la segretezza né l’impenetrabile cordone di sicurezza, numerosi analisti sostengono che i temi reali oggetto di discussione saranno molto più specifici e mirati.

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Tra questi, Paul Joseph Watson, giornalista, saggista ed editore del sito specializzato InfoWars, sostiene che – oltre alle sommosse urbane – i cani da guardia tenteranno di elaborare un piano per impedire a Donald Trump (e alla sua avversione, tra l’altro, per i trattati internazionali di libero scambio) la conquista della Casa Bianca contro la candidata prescelta dalle oligarchie Hillary Clinton. Inoltre, la strategia per far digerire soprattutto agli Europei la sostituzione dei relativi popoli per via immigratoria e soprattutto impedire la deriva dei consensi verso le forze identitarie e sovraniste, nonché per scongiurare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea attraverso il referendum sulla cosiddetta Brexit. Una prospettiva, l’ultima, sulla quale parecchie mani esperte sarebbero attivamente al lavoro con ogni mezzo e mezzuccio. Soprattutto, però, l’obiettivo del meeting appare centrato sulla pianificazione della sostenibilità del corrente accelerato trasferimento di ricchezza dalle classi medie verso la ristrettissima cima della piramide sociale, esemplificato sia a livello globale sia delle varie nazioni e blocchi economici dalla stratosferica impennata del debito rispetto a una ricchezza reale (in qualche modo rappresentata dal prodotto interno lordo) quasi stagnante: semplificando, mentre l’immissione di immensa liquidità non è più in grado di tradursi né in domanda (consumo) né in valore aggiunto, il surplus va soltanto ai pochissimi detentori della metà della ricchezza finanziaria mondiale.

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Blandito ormai apertamente dai progressisti di tutto l’occidente – si ricorderanno le imbarazzanti lodi di Varoufakis– anche il Bilderberg di quest’anno include inoltre il poco venerabile decano Henry Kissinger, già a lungo segretario di stato Usa (quello del “Giorgio Napolitano, il mio comunista preferito”) e probabilmente la stessa cancelliera tedesca Angela Merkel, il cui nome non compare nella lista dei convenuti, dalla quale tuttavia è d’uso che siano omessi nomi politicamente sensibili.

Pur scontando un efficace quanto in fondo banale effetto di richiamo per il pubblico più vasto, tra un piano paternalistico (“siamo qui per farci carico delle sorti del mondo”) e una dimostrazione di potenza esaltata da segretezza e sontuosità, per coloro che sono scettici rispetto al reale potere e ai legami del pur numericamente limitato gruppo Bilderberg, è utile richiamare il fatto che le connessioni dei suoi membri raggiungono virtualmente ogni organizzazione, società multinazionale ed entità politica importante e rilevante nel mondo.

Tratto da: Informare per Resistere

Fonte: www.ilprimatonazionale.it