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Banche: se chiedi un fido di 2000 euro, quanto paghi di interessi?

Banche Italiane. Fido o non fido? Non mi fido ed ecco il perché

Sul documento di sintesi delle condizioni economiche applicate a un contratto di affidamento per una piccola cifra di 2.000 euro erogato dalla Banca Popolare di Verona leggiamo che il “tasso annuo debitore entro fido – nominale” è del 5,8660%, il “tasso annuo debitore entro fido – effettivo” è del 5,9963%,  la “maggiorazione di tasso sugli utilizzi oltre fido” è del 2,0000%. La maggiorazione del tasso debitore per utilizzi oltre fido, sommata alla misura prevista per utilizzo entro fido, viene applicata solo sulle somme utilizzate oltre il limite del fido concesso.

E ancora “Il tasso debitore per utilizzo entro fido, come pure il tasso risultante dall’applicazione della maggiorazione per utilizzi oltre fido è determinato fino alla concorrenza dei limiti tempo per tempo consentiti dalla Legge 108/96 (disposizione in materia di usura) sue eventuali modificazioni ed integrazioni, e ciò senza comunicazioni da parte della banca.

Subito dopo leggiamo “Indennità di sconfinamento”. Alla faccia della 108/96, disposizioni in materia di usura – è il caso di sottolineare – visto che se si ha uno sconfinamento fino a 5000 euro l’indennità è di 10 euro al giorno, per uno sconfinamento fino a 50.000 euro l’indennità è di 25 euro al giorno e tralascio il seguito per brevità. Ora va precisato che lo sconfinamento può essere dovuto anche solo per “valuta”, un particolare non da poco che fa tremare gli imprenditori, soprattutto i piccoli e i microimprenditori, ossia i soggetti maggiormente sotto la morsa devastante della Politic/bank Governance” (gli sterminatori delle pmi).

Un caso tipico ci è stato sottoposto da due temerari personaggi, Alfredo Belluco e Raffaella Zanellato della ConFedercontribuenti di Padova, che sfidando il sistema dell’omertà e del subdolo compromesso, si preoccupano di aiutare gli imprenditori che stanno affogando nelle vessazioni delle Bank incorret. Cosa non da poco, anzi direi che siano eroici ad avere la pazienza, la determinazione e l’onestà di perseguire valori che non hanno prezzo. Ecco allora un caso come tanti che dopo aver avuto un piccolo fido di 2.000 euro con rientro mensile di 100 euro, l’utente ha dovuto arrendersi e non versare più nulla vista l’assoluta inutilità del rientro. E vi spiego il perché. L’utente affidato al 31 gennaio 2012 aveva un saldo di  € -1,850, il 29/2/2012 di € -1.625 ma il 31/3/2012 per effetto degli interessi riscendeva a € -1901.  Al 31/6/2012 il malcapitato ha sborsato ben € 555 di interessi e spese. A quel punto ha sospeso qualsiasi versamento, inutile versamento. Così a settembre 2012 venivano applicati € 761 di interessi e spese,  e al 31 dicembre 2012 altri € 454 con un saldo di € -3288.  In pratica nel solo periodo da luglio a dicembre 2012, al cliente  sono stati applicati € 1800 di interessi e spese. Non è usura?

Un’altra cosa che salta all’occhio è la citazione da parte della banca della legge 108/96, come sopra citato e come potrete constatare nell’originale del testo. Una legge oltraggiata dal sistema bancario a più non posso.  In Italia infatti si registrano migliaia di casi. Le Procure sono sepolte dalle denunce, eppure ci sono addirittura Tribunali che archiviano per default appellandosi a una circolare fuorviante di Banca d’Italia nonostante che sia stata smentita e chiarita dalla stessa. Tribunali che sono “orientati” chiaramente a favore dei banchieri, senza tener conto di ciò che comporta non solo a livello individuale, aziende, famiglie e vite distrutte, ma anche per l’intero sistema economico.

Insomma nonostante le schiaccianti prove, le Banche se la sono sempre cavata  penalmente.  Poi è intervenuta nel giugno 2011 la modifica della legge 108/96, decisamente a favore della Banche ma non con effetto retroattivo, e oggi la tanto bistrattata Legge la troviamo citata anche nei documenti bancari. Incredibile eccesso di zelo!

Daniela Russo

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