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Analisi del video del giornalista decapitato dai militanti dell’ISIS

– di Daniele Di Luciano –

Il video.

Ieri l’ISIS ha diffuso su Youtube un video di quattro minuti e quaranta secondi. Nel primo minuto e quaranta viene mostrato il discorso di Obama che autorizza l’intervento militare contro lo stato islamico. Successivamente ci sono 10 secondi in cui si vede un missile lanciato da un’apparecchio americano contro un obiettivo dell’ISIS. A un minuto e cinquanta inizia il video messaggio all’America: James Foley, un giornalista statunitense rapito nel 2012, ammanettato e con indosso una tuta arancione, è inginocchiato davanti ad un jihadista completamente coperto da un abito scuro. In seguito alle dichiarazioni del giornalista, che accusa gli USA e Obama di essere responsabili dell’uccisione che sta per subire, interviene il jihadista che, dopo un breve discorso, si avvicina con il coltello al collo di James Foley, come per iniziare la decapitazione. A quel punto la scena viene tagliata e l’inquadratura successiva mostra il giornalista già decapitato. Il video si conclude con il jihadista che, strattonando un altro giornalista, Steven Joel Sotloff, disperso dall’agosto del 2013, spiega che la sua vita dipende dalle prossime decisioni di Obama.

La Casa Bianca non ha ancora accertato l’autenticità del video.

Il filmato è attualmente al vaglio delle autorità statunitensi per verificarne l’autenticità, come riportato da Repubblica. Il filmato è stato rimosso da Youtube ma è stato ricaricato su LiveLeak. Gli unici cinque secondi che contengono immagini violente vanno dal minuto 4:25 al minuto 4:30, in cui si vede il cadavere decapitato di James Foley. Dato che gli esperti USA non si sono ancora espressi e quindi il filmato potrebbe anche essere un falso, possiamo analizzarlo anche noi.

Premessa necessaria prima dell’analisi.

Non vogliamo mancare di rispetto a nessuno, soprattutto ai familiari del giornalista ucciso. Però non sarebbe la prima volta in cui si utilizzerebbe la morte di innocenti per fare della propaganda di guerra e causare altre uccisioni. Ultimamente, ad esempio, anche la TV americana C-SPAN ha parlato degli attentati dell’11 settembre 2001 mettendo in dubbio la versione ufficiale. Cliccate qui per vedere l’incredibile servizio doppiato in italiano. Per non parlare dei servizi ridicoli che la CNN mandò durante la guerra del Golfo. Considerando i precedenti è dunque doveroso provare a vederci chiaro.

L’ISIS non è nuova a decapitazioni.

Esistono numerosi video in cui dei militanti dell’ISIS decapitano degli innocenti. I filmati sono estremamente brutali e ne consiglio la visione solo a chi ha uno stomaco veramente forte. Paragonando i video delle precedenti decapitazioni con quello del giornalista James Foley si notano alcune differenze.

1. La qualità audio e video. Mentre le decapitazioni vengono riprese con dei cellulari e le immagini sono molto sgranate, il video messaggio è stato realizzato con due videocamere ad alta definizione. Il giornalista, inoltre, è microfonato e, nonostante il vento, l’audio è perfetto.

2. Il montaggio e gli effetti video. I filmati delle decapitazioni non vengono montati ma vengono caricati così come sono stati ripresi. Il video del giornalista, invece, oltre ad essere stato montato, presenta degli effetti audio e video che solo degli esperti potrebbero realizzare. Anche i cambi di inquadratura (come al minuto 4:09) coincidono con i movimenti dell’uomo vestito di nero, tecnica che viene utilizzata nei film per non disorientare lo spettatore.

3. Un ragazzo americano ha notato che l’accento del jihadista è britannico. Il video di questo ragazzo, che espone anche altri dubbi, è già stato visualizzato da 26mila persone e tra le centinaia di commenti la maggior parte concorda sui dubbi.

4. La decapitazione senza sangue. Nel filmato si mostrano solo i primi due secondi dell’inizio della decapitazione, dal minuto 4:22 al minuto 4:24. Nonostante la scena sia breve, ci si aspetterebbe di vedere almeno una goccia di sangue. Ma non è così. Il jihadista fa scorrere velocemente il coltello a destra e a sinistra sul collo del giornalista più volte, ma il sangue non esce.

5. La decapitazione non viene mostrata. Nonostante i militanti dell’ISIS non siano famosi per la loro delicatezza, questa volta non hanno voluto mostrare al mondo la decapitazione. Improvvisamente si preoccupano di non urtare le sensibilità del resto del mondo?