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Checco Zalone: “No alle adozioni gay”. E gli LGBT se la prendono

La notizia è stata riportata questa mattina da “lezpop.it, la cultura pop in salsa lesbica” che titola: Checco Zalone contro le adozioni gay: «Non ammetto l’idea che una coppia omosessuale possa adottare un bambino».

La redazione del sito che “contribuisce alla audience di Pianete Donna” si lamenta così dei “tuttologhi” (che forse saranno persone che indossano solo abiti di marca… o intendevano i tuttologi?):

Una cosa che da anni non riusciamo proprio a capire è perché a ogni personaggio, nel momento in cui diventa famoso, i giornalisti debbano chiedere cosa pensa delle unioni tra persone dello stesso sesso e di adozioni per coppie gay. È vero che l’Italia è il paese dei tuttologhi, dove ognuno ha un’opinione su qualsiasi argomento, e la esprime come se fosse il luminare di turno, ma a volte, il troppo storpia.

Quindi lezpop, che evidentemente è a favore delle adozioni omosessuali, può avere un parere sull’argomento mentre Checco Zalone no. Ma, guardando il loro sito, non abbiamo trovato da nessuna parte chi sarebbe il luminare di lezpop e perché dovrebbe essere più autorevole di Checco Zalone. Abbiamo solo trovato che si tratta de “il primo portale dedicato alle donne lesbiche, bisessuali, queer, e non solo“.

Sembra quasi passare il messaggio che sull’argomento adozioni omosessuali si possa avere un parere solo se si faccia parte del colorato mondo LGBT (in cui T non sta per tuttologhi ma per transessuali).

Veniamo alle frasi incriminate del più grande comico italiano. Prima l’intervistatore chiede come reagirebbe alla scoperta di avere un figlio omosessuale, e Zalone risponde:

“Adesso fa tanto figo dire ‘Nessun problema’, ma in realtà ce ne sarebbero eccome. L’importante è superarli.”

Poi, alla domanda successiva: “E’ favorevole o contrario alla regolarizzazione delle unioni gay?, Zalone si permette di dire:

“E’ giusto che ci siano mentre non ammetto l’idea che una coppia omosessuale possa adottare un bambino.

Non possiamo che essere d’accordo con il protagonista di Quo vado? e non crediamo ci sia bisogno di tuttologhi per capire che un bambino ha il diritto di crescere con una madre e un padre.

Questa intervista era stata pubblicata su Vanity Fair nell’ormai lontano 2011. A noi era sfuggita. Ringraziamo “lezpop” che l’ha rilanciata questa mattina, facendocela conoscere.